La poesia toscana

All’osteria oppure sull’aia si rimava, in modo estemporaneo, in ottave1.
Erano in genere sfoghi contro il governo che imponeva sempre più tasse, contro i soprusi;
in alcune si descriveva la fatica del contadino che non riusciva
con il suo duro lavoro a mantenere la famiglia.
Il nonno Giacomo aveva la creatività del poeta ed insieme agli amici
si divertiva a comporre poesie. Ne riportiamo una come simpatico esempio:

Agricoltor se tu vuoi far figura,
se vuoi produrre latte e carne assai
tocca sgobbà pel fieno e la pastura,
n’ora di tempo non la trovi mai.
Il guadagno lo fai a scarsa misura
perché la parte a troppi da far hai.
E per accontentare questa gente
per chi produce non ci resta niente.

1) L’ottava è la strofa della poesia epica-cavalleresca italiana ed è la strofa degli strambotti popolari. L’ottava toscana è formata da otto endecasillabi a rima alternata per i primi sei e a rima baciata per gli ultimi due (ABABABCC).